L’estate è isolarsi… Julio Larraz

Julio Larraz (1944) è un artista cubano, considerato come il maggior esponente dell’arte contemporanea caraibica. Nelle sue opere egli coniuga etica e realismo, i suoi soggetti sono chiari e ricchi di poetica rappresentativa, di libera immaginazione ed elaborazione del bello ed enigmatico mondo sociale. La sua tecnica pittorica è pulita e luminosa.
Navigare nel mare o nell’universo? Il mare è dunque un luogo unito al cosmo.
Una fresca sensazione accostarsi alle sue rappresentazioni marittime e dei suoi abitanti solitari, tutto è come un’isola, la vita, l’impegno, la salsedine sui nudi, la frutta matura pronta a disposizione sui tavoli in mezzo agli arredi semplici. Questa è l’estate… La semplice illusione di sentirsi isolani e isolati da tutto.

 

 

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Primaria estate

 

 

Ti ha portato la luce
ed il fuoco sulle terrazze deserte
e le donne che sporgono come piante di plumbago
le fronde celesti e la loro salvezza.

Un pescatore ha cambiato dolore
vende arte
svela il prezzo
e si allontana.

Tutti bevono a grandi sorsi
ed odorano a piedi scalzi
nelle rocce e sui legni
i profumi secchi della quiete
e prestano il tempo da sprecare.

L’assenza e la presenza
si alternano come viaggiatori

il minuto che fugge per lasciarmi sola
con tutti i miei desideri e la mia ricca scorta.

 

A. Leda, 2017

 

Musica: Dirty Three – Sirena

Ocean songs, 1998

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Joaquín Sorolla… primo nuoto.

Conosciuto in Spagna come “il pittore della luce” Joaquín Sorolla fa parte della pittura impressionista spagnola e del realismo marinaro tipico del Mediterraneo. I suoi dipinti abbagliano, i colori vibrano con la luce. Morì improvvisamente dopo aver sparso attorno a lui migliaia di opere, il 10 agosto 1923, un giorno luminoso e poetico. A Madrid esiste un museo a lui dedicato.

Vi metto in mostra il calore, in questi giorni freddissimi. Le sue opere ricordano l’estate che attendo… L’isola mi aspetta e ogni volta che mi trovo di fronte al mare, nella mia nuova stagione, gli anni non esistono più e torno bambina al mio primo nuoto.

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Primo nuoto

Cedevoli passi
su la paglia… aroma di sole
su la soglia, prima dei massi di lava
e dei fichi deposti.

Brucia e brilla l’acqua
fresca come anguria.
Non vedo il fondo ma arriverà mezzogiorno
e tutti i segreti saranno lì tra i piedi.

Le spalle sudate di mio padre
il mio guadagno sicuro
e le alghe verdi sulle ferite
la muta soluzione.

Come la fame che hanno i granchi
che sputano pianti e gioia.
L’estate è ciò che ho imparato
del mio nuovo anno vissuto.

Il mare è un dipinto che so contemplare.

Sono lontani gli aghi del freddo
tra il vapore del ferro da stiro
che sigilla con l’ultimo spiano sul colletto…
l’autunno che devo.

Sono lontani questi pensieri
oggi è ancora estate.
Oblío ogni dovere
resto ondivaga sul sogno.

A. Leda, 2016