La California silenziosa di Richard Diebenkorn

Richard Diebenkorn (1922-1993) è stato un dei più grandi pittori indipendenti del panorama americano. Il suo lavoro è associato all’espressionismo astratto e al Movimento figurativo degli spazi degli anni ’50 e ’60.

Il suo studio fu certamente pieno di ampie finestre ma i suoi occhi guardavano oltre.

Elaborò una serie luminosa di dipinti denominata Ocean Park, la struttura di queste tele era ispirata da scorci alle finestre. Sono luminosi moduli segmentati da campi, edifici, mari ed orizzonti delineati da colori vivaci e intesi. Paesaggi apparentemente incompleti e senza fuoco oggettivo ma quello che Diebenkorn stava cercando di realizzare in queste opere era “una sensazione di forza/tensione sotto la calma”.

Nella sua idea di pittura figurativa gli edifici, gli oggetti e le persone sono organicamente e spontaneamente raffigurati dai suoi magnifici campi di colori, diventando parte del tutto.

E’ uno dei pittori preferiti del regista David Lynch, amante anche lui della California, sua cittadina ospitale, degli spazi di quella America così composta nell’apparenza e così carica di segreti ambigui e celati dalla grandezza e dalla patinatura di  un eterno sogno americano, eterno boom economico del dopo guerra che ancora oggi riecheggia.

 

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Music:   Nick Cave & Warren Ellis – All the Gold in California

Volo a sud

 

Volo a sud

 

La notte ha un ultimo rumore
o il giorno un primo suono.

Oggi volo all’alba
e le gocce rigano come pianti le ali.

Dall’alto non riconosco nulla
i laghi segreti
le setacciate case
le ombre che paiono tutte azzurre.

Vibrano le braccia ferme
e fa sete il sonno perduto
sospesi giocan le dita
e tutto dista ed è perdono.

L’assenza tacita s’accorcia
come i cori alti che diventano intimo culto.

Vedo i miei tanti colori lasciati a terra
e la luce funziona solo con il cielo.

A. Leda, 2017

 

 

Immagine: John Constable, Spring Cloud Study, 1822, Victoria & Albert Museum, London, UK

 

 

 

Più luce in giardino… con Cuno Amiet

Cuno Amiet (1868 – 1961) artista svizzero. Da lui nacque l’arte moderna in Svizzera. Per Amiet i colori hanno la precedenza nelle composizioni, il colorismo e la sua espressione. Armonie in macchie di colori pastello, i più puri, per giocare con il sole.

Di certo ha usato la primavera, una vita vissuta in giardino, sotto l’ombra di ogni albero, accostato alle dalie, alle magnolie, a tutte le donne più belle in primavera, pronte alla creatività grazie alle ore di sole in più… Vorrei avere tutte le ore del sole e giocare fino al tramonto e al tramonto aspettare la luce di nuovo e quella tranquillità e guardare sempre fuori… primavera, sempre nuova vita.

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Angel Olsen – Unfucktheworld

Joaquín Sorolla… primo nuoto.

Conosciuto in Spagna come “il pittore della luce” Joaquín Sorolla fa parte della pittura impressionista spagnola e del realismo marinaro tipico del Mediterraneo. I suoi dipinti abbagliano, i colori vibrano con la luce. Morì improvvisamente dopo aver sparso attorno a lui migliaia di opere, il 10 agosto 1923, un giorno luminoso e poetico. A Madrid esiste un museo a lui dedicato.

Vi metto in mostra il calore, in questi giorni freddissimi. Le sue opere ricordano l’estate che attendo… L’isola mi aspetta e ogni volta che mi trovo di fronte al mare, nella mia nuova stagione, gli anni non esistono più e torno bambina al mio primo nuoto.

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Primo nuoto

Cedevoli passi
su la paglia… aroma di sole
su la soglia, prima dei massi di lava
e dei fichi deposti.

Brucia e brilla l’acqua
fresca come anguria.
Non vedo il fondo ma arriverà mezzogiorno
e tutti i segreti saranno lì tra i piedi.

Le spalle sudate di mio padre
il mio guadagno sicuro
e le alghe verdi sulle ferite
la muta soluzione.

Come la fame che hanno i granchi
che sputano pianti e gioia.
L’estate è ciò che ho imparato
del mio nuovo anno vissuto.

Il mare è un dipinto che so contemplare.

Sono lontani gli aghi del freddo
tra il vapore del ferro da stiro
che sigilla con l’ultimo spiano sul colletto…
l’autunno che devo.

Sono lontani questi pensieri
oggi è ancora estate.
Oblío ogni dovere
resto ondivaga sul sogno.

A. Leda, 2016