Vita precedente / 2

Ero un’araucaria altissima, vivevo nel cortile di un palazzo Rococò in Sicilia, ero osservata da ogni finestra, sono stata sradicata per sicurezza un novembre troppo piovoso…

A. Leda

Giardini di Mirò – Flat Heart Society

Good Luck, 2012

 

 

 

Foto da Flickr: https://www.flickr.com/photos/127346956@N05/

 

Austerità 

Austerità, Spartiti – 2016

Domenica 4 dicembre 2016. Cielo grigio Londra sull’area etnea, la solita pioggia annoiata ed annoiante di questo mese, cade per inerzia ed io bevo il tè, che nel frattempo tra pensieri indecisi si è fatto tiepido e non ho certamente voglia di uscire. Mi dicono da mesi, e negli ultimi giorni ancor più insistentemente, che oggi si vota per il Referendum costituzionale e quindi devo mettermi a pensare. Dovrei alzarmi dal divano più comodo della domenica e fare il mio dovere. Ho rischiato di essere “molestata alla cassa del supermercato” che fortunatamente in questi giorni non ho frequentato.

Probabilmente cadrà questo governo improvvisato, ci saranno le elezioni. Ma io non avrò chi votare. Non stimo nessuno e nessuno mi rappresenta politicamente. Più tardi smetterà di piovere, l’unica figura che voterei è il cantante dei Pere Ubu in un video live del 1981, che somiglia un po’ a Renzi, solo più grassoccio, ma di certo con più stile.

Ascolto un lavoro che il 2016 ci ha fatto avere, è l’album del duo Spartiti, formato da Max Collini (Offlaga Disco Pax) e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò), si chiama Austerità. Consigliatissimo, lo trovate su richiesta direttamente agli autori, lo spediranno loro in edizione speciale.

Si sta facendo tardi e il divano sempre più caldo. Nessuno mi ha spiegato le ragioni del mio voto così:

Per questo motivo di questo passo… con questa pioggia… non andrei a votare più.