La California silenziosa di Richard Diebenkorn

Richard Diebenkorn (1922-1993) è stato un dei più grandi pittori indipendenti del panorama americano. Il suo lavoro è associato all’espressionismo astratto e al Movimento figurativo degli spazi degli anni ’50 e ’60.

Il suo studio fu certamente pieno di ampie finestre ma i suoi occhi guardavano oltre.

Elaborò una serie luminosa di dipinti denominata Ocean Park, la struttura di queste tele era ispirata da scorci alle finestre. Sono luminosi moduli segmentati da campi, edifici, mari ed orizzonti delineati da colori vivaci e intesi. Paesaggi apparentemente incompleti e senza fuoco oggettivo ma quello che Diebenkorn stava cercando di realizzare in queste opere era “una sensazione di forza/tensione sotto la calma”.

Nella sua idea di pittura figurativa gli edifici, gli oggetti e le persone sono organicamente e spontaneamente raffigurati dai suoi magnifici campi di colori, diventando parte del tutto.

E’ uno dei pittori preferiti del regista David Lynch, amante anche lui della California, sua cittadina ospitale, degli spazi di quella America così composta nell’apparenza e così carica di segreti ambigui e celati dalla grandezza e dalla patinatura di  un eterno sogno americano, eterno boom economico del dopo guerra che ancora oggi riecheggia.

 

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Music:   Nick Cave & Warren Ellis – All the Gold in California

Isaac Israëls, le donne di nessun giorno…

Isaac Israëls ( 1865 – 1934), pittore impressionista olandese. Figlio del noto pittore Jozef Israëls, molte delle sue opere sono conservate presso il Rijksmuseum di Amsterdam dove io lo conobbi e all’Ashmolean Museum di Oxford.

Ecco le donne nel giorno di nessuno…

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Finite le feste… Guy Pène du Bois

Guy Pène du Bois ( 1884 – 1958) pittore, critico d’arte ed insegnante americano. Nato negli Stati Uniti da una famiglia francese. I volumi semplificati delle sue figure sono scolpiti e torniti nel fastoso mondo dell’alta società. Le sue donne si muovono tra la folla, riflettono, si perdono nei pensieri, si agitano nell’animo e fuggono via.

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Françoise de Felice e le sue ninfe disturbate

La pittrice contemporanea Françoise de Felice, di padre italiano e madre francese. Ha vissuto fino a vent’anni a Parigi per poi stabilirsi in Sicilia, per poi tornare nella sua patria solo dopo diverso tempo trascorso nell’isola. Il suo stile unico, fluido, come chiazze d’acqua fatte di colori e luce, è un incontro tra la cultura impressionista francese e i ricchi decori del barocco siciliano.I soggetti sono per lo più giovani donne, ninfe che oziano in mondi certamente paralleli. Appaiono riprese in un momento di aggregazione, quasi disturbate dalla presenza della pittrice, nel loro mondo lontano, fatto di fresca bellezza, magia, profumi e introspezione.

sito ufficiale: https://www.galeriecalderone.com/artistes/francoise-de-felice/

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Pasolini, il rosso e Guttuso

“C’è un colore antico come tutti i colori
del mondo. Quanto l’abbiamo amato
quasi incarnato nel legno di miracolose
predelline, in refettori romanici,
nel buio di cantorie nell’Appennino estivo!
Un rosso come di cuoio, di sangue oscurato
nei pori del legno da un meriggio ancora
vivo, nel XIII o XIV secolo — ciliege
colte negli orti di una Napoli di Re contadini
lamponi cresciuti in un ronzio di vespe
che i secoli hanno relegato
in radure irriconoscibili, e così familiari!
Il rosso di tutta la Storia.
Pulviscoli e bruniture, su Tebaidi laziali…
ambienti umbri, bolognesi, o veneziani
per stragi di innocenti o moltiplicazioni di pani.
Il sangue dell’Italia è in quel rosso di ricchi
dove il quotidiano è sempre sublime,
e la Maniera ha i suoi regni… 

Ora eccolo nelle nostre mani
non più incarnato alle tele o ai legni
in macchine di bellezza sublime, richieste
dal meriggio della potenza.
Un ingenuo rosso maldestro, appiccicato
alla carta o al compensato
come un baffo o uno sgorbio, legato
alla freschezza casuale e arbitraria
di un atto espressivo che non si vuol esaurire.
Illegittimo, incompiuto, grezzo,
non consacrato mai dalla tecnica che incute
venerazione al devoto, all’umile…
Un’altra sensualità, un altro
mistero…

Ma è fatale che oltre questi anni
il casuale diventi intero,
l’arbitrario assoluto.
I significati diverranno cristalli:
e il rosso riprenderà la sua storia
come un fiume scomparso nel deserto.
Il rosso sarà rosso, il rosso dell’operaio
e il rosso del poeta, un solo rosso
che vorrà dire realtà di una lotta,
speranza, vittoria e pietà.”

Pier Paolo Pasolini

Alcuni quadri di Renato Gattuso, rappresentativi del colore comune alle due personalità.

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La poesia apparve senza nessun titolo a pag.32 sul numero 23 di Rinascita (1962) ed è stata pubblicata in “Dialogo con Pasolini”, inserto del numero 42 di Rinascita (1985), in “Saggi sulla letteratura e sull’arte”, come Presentazione di ‘Venti disegni di Renato Guttuso (ed.Meridiani Mondadori, Milano 1999), introduzione ai disegni dal 1940 al 1962 pubblicata, nel 1962, dagli Editori Riuniti e dalla Galleria “La Nuova Pesa” di Roma.