David Hockney, colore e luce all’umanità.

David Hockney (1937), pittore, incisore, disegnatore e ritrattista nonché fotografo britannico, californiano d’adozione. Dice di aver voluto da sempre essere un artista, sin dall’età di sette anni e si è formato per questo a Londra. Dal 1964 si trasferisce a Los Angeles, qui trova la sua dimensione, nei suoi quadri viene rappresentata sempre, o quasi, l’atmosfera della vita americana e la luce abbagliante di questa città scelta proprio per questa qualità. Ritrae per lo più di amici e famigliari e paesaggi, i suoi temi prediletti, tutti dipinti con colori vivi.

Esegue ogni ritratto nelle medesime condizioni: il tempo di realizzazione è di tre giorni, durante i quali il soggetto si accomoda su una sedia, sempre la stessa, con alle spalle il medesimo sfondo neutro. Quasi teatrale questo rito di creazione. Le 82 tele tutte dello stesso formato raccolgono però una tassonomia di tipi e caratteri e i dipinti diventano così quasi un saggio visivo sulla forma e condizione umana che trascende le classificazioni di genere, identità e nazionalità. All’interno dell’apparentemente limitato formato della figura seduta su uno sfondo bitonale si esprime un’infinita gamma di temperamenti umani.

Non accetta commissioni perché dice di non voler compiacere nessuno se non sé stesso.

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Sono tornata dalle vacanze, in queste vacanze ho visto davvero tanti colori,  non riuscirei ad elencarli e mi sento ancora in uno stato di cecità, l’Africa e la mia Sicilia, il mio bagliore… Come posso dimenticare i colori della mia estate? Verrà l’autunno e in parte li dimenticherò, solo in parte.

 

Fonti & link:  http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/david-hockney-mostra-venezia

Musica: LCD Soundsystem – american dream, 2017

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La California silenziosa di Richard Diebenkorn

Richard Diebenkorn (1922-1993) è stato un dei più grandi pittori indipendenti del panorama americano. Il suo lavoro è associato all’espressionismo astratto e al Movimento figurativo degli spazi degli anni ’50 e ’60.

Il suo studio fu certamente pieno di ampie finestre ma i suoi occhi guardavano oltre.

Elaborò una serie luminosa di dipinti denominata Ocean Park, la struttura di queste tele era ispirata da scorci alle finestre. Sono luminosi moduli segmentati da campi, edifici, mari ed orizzonti delineati da colori vivaci e intesi. Paesaggi apparentemente incompleti e senza fuoco oggettivo ma quello che Diebenkorn stava cercando di realizzare in queste opere era “una sensazione di forza/tensione sotto la calma”.

Nella sua idea di pittura figurativa gli edifici, gli oggetti e le persone sono organicamente e spontaneamente raffigurati dai suoi magnifici campi di colori, diventando parte del tutto.

E’ uno dei pittori preferiti del regista David Lynch, amante anche lui della California, sua cittadina ospitale, degli spazi di quella America così composta nell’apparenza e così carica di segreti ambigui e celati dalla grandezza e dalla patinatura di  un eterno sogno americano, eterno boom economico del dopo guerra che ancora oggi riecheggia.

 

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Music:   Nick Cave & Warren Ellis – All the Gold in California

Più luce in giardino… con Cuno Amiet

Cuno Amiet (1868 – 1961) artista svizzero. Da lui nacque l’arte moderna in Svizzera. Per Amiet i colori hanno la precedenza nelle composizioni, il colorismo e la sua espressione. Armonie in macchie di colori pastello, i più puri, per giocare con il sole.

Di certo ha usato la primavera, una vita vissuta in giardino, sotto l’ombra di ogni albero, accostato alle dalie, alle magnolie, a tutte le donne più belle in primavera, pronte alla creatività grazie alle ore di sole in più… Vorrei avere tutte le ore del sole e giocare fino al tramonto e al tramonto aspettare la luce di nuovo e quella tranquillità e guardare sempre fuori… primavera, sempre nuova vita.

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Angel Olsen – Unfucktheworld

Joaquín Sorolla… primo nuoto.

Conosciuto in Spagna come “il pittore della luce” Joaquín Sorolla fa parte della pittura impressionista spagnola e del realismo marinaro tipico del Mediterraneo. I suoi dipinti abbagliano, i colori vibrano con la luce. Morì improvvisamente dopo aver sparso attorno a lui migliaia di opere, il 10 agosto 1923, un giorno luminoso e poetico. A Madrid esiste un museo a lui dedicato.

Vi metto in mostra il calore, in questi giorni freddissimi. Le sue opere ricordano l’estate che attendo… L’isola mi aspetta e ogni volta che mi trovo di fronte al mare, nella mia nuova stagione, gli anni non esistono più e torno bambina al mio primo nuoto.

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Primo nuoto

Cedevoli passi
su la paglia… aroma di sole
su la soglia, prima dei massi di lava
e dei fichi deposti.

Brucia e brilla l’acqua
fresca come anguria.
Non vedo il fondo ma arriverà mezzogiorno
e tutti i segreti saranno lì tra i piedi.

Le spalle sudate di mio padre
il mio guadagno sicuro
e le alghe verdi sulle ferite
la muta soluzione.

Come la fame che hanno i granchi
che sputano pianti e gioia.
L’estate è ciò che ho imparato
del mio nuovo anno vissuto.

Il mare è un dipinto che so contemplare.

Sono lontani gli aghi del freddo
tra il vapore del ferro da stiro
che sigilla con l’ultimo spiano sul colletto…
l’autunno che devo.

Sono lontani questi pensieri
oggi è ancora estate.
Oblío ogni dovere
resto ondivaga sul sogno.

A. Leda, 2016

Sempre troppo tardi per Cuba, Manuel Mendive

Il cubano Manuel Mendive (1944) non è solo un pittore. La sua arte è una miscela di stili africani ed europei ed è fortemente influenzata dal culto religioso Santeria, si esprime attraverso il disegno, la pittura, il body painting, le sculture in legno e performance coreografiche con musica ritmica.Ha promosso già dagli anni 70 la cultura afro-cubana attraverso la sua arte colorata, facendo riferimento al Middle Passage, al colonialismo, alla storia di Cuba e la storia Yoruba.

A volte, per i suoi lavori, la disponibilità di materiali artistici è stata piuttosto scarsa a causa del clima economico duro dell’isola. Di conseguenza, ha dimostrato la sua creatività e intraprendenza con vari mezzi che si trovano comunemente in natura. Gran parte del suo lavoro è prodotto con vernici e legno, che si combinano con altri elementi interessanti, come, capelli, sabbia, piume e vetro trasmettendo una qualità primitiva all’opera.

Io non ho ancora visitato Cuba, è sempre troppo tardi, la guardo per il momento da qui…

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Hermenegildo Anglada Camarasa

Hermenegildo Anglada Camarasa (1872 – 1959)  pittore impressionista spagnolo, originario di Barcellona.

La pittura impressionista angladiana di Camarasa non  è stata studiata presso le accademie ma direttamente a contatto con la natura, tra le magie delle luci sui colori. I suoi sono paesaggi desiderati in una realtà alterata e spinta al fantastico, al sogno. Nessun grigiore, tutti i colori puri della natura nella loro più viva rappresentazione.

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Ha ritratto giovani donne avvolte da meravigliosi tessuti, ricchi di dettagli decorativi, ricordo del dominio arabo… dell’eleganza orientale. Come un bouquet di fiori freschi le loro pose incantano e omaggiano la femminilità. L’incarnato chiaro risalta sugli sfondi di profondo blu o si confonde sullo stesso tono.

Rappresentate nella loro vanità innata, le donne di Camarasa dimostrano di saper sbocciare con tutti i colori dei loro umori. Appaiono timidamente fino all’esplosione…

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E poi un tuffo nel mare, il più variopinto e caleidoscopico…

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Ebbe poche esposizioni in Francia, poche presenze dentro i saloni parigini. Eppure eccolo qui con i suoi colori, presentissimo.