Wong Kar-wai

Wong Kar-wai (1958) regista, sceneggiatore e produttore cinematografico cinese. Appartiene al cinema della new wave orientale a partire dagli anni 80.

A mio parere, il regista per eccellenza. Di lui adoro tutto, per qualsiasi sua scelta stilistica, la sceneggiatura, i dialoghi, le inquadrature, le musiche ma soprattutto la fotografia, per quest’ultima si è avvalso spesso della collaborazione del direttore della fotografia australiano Cristopher Doyle, nei suoi film le luci e i colori recitano insieme agli attori. Il montaggio è un altro elemento della poetica del regista, è frenetico e riprende l’estetica del videoclip, il caos voluto dallo step-framing, ovvero quella tecnica che permette di congelare un singolo personaggio del frame mentre il resto della scena si muove a velocità doppia, il risultato è un lirismo struggente.

Le sue storie mirano dritte alle emozioni, molti suoi film vengono sviluppati in work-in-progress lasciando che il tutto prenda forma da sé durante le riprese, un po’ come il jazz… Alcuni comparano la visione di un suo film alla lettura di un romanzo di Murakami. I suoi temi sono la necessità di amare e la solitudine tra le vie di una metropoli, questo contesto urbano difatti è pulsante di dolore underground…

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