Più luce in giardino… con Cuno Amiet

Cuno Amiet (1868 – 1961) artista svizzero. Da lui nacque l’arte moderna in Svizzera. Per Amiet i colori hanno la precedenza nelle composizioni, il colorismo e la sua espressione. Armonie in macchie di colori pastello, i più puri, per giocare con il sole.

Di certo ha usato la primavera, una vita vissuta in giardino, sotto l’ombra di ogni albero, accostato alle dalie, alle magnolie, a tutte le donne più belle in primavera, pronte alla creatività grazie alle ore di sole in più… Vorrei avere tutte le ore del sole e giocare fino al tramonto e al tramonto aspettare la luce di nuovo e quella tranquillità e guardare sempre fuori… primavera, sempre nuova vita.

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Angel Olsen – Unfucktheworld

I vetri vibrano… Diamanda Galás

Nata nel 1955 a San Diego ma di origini mediterranee, fu incoraggiata dal padre sin da piccola a suonare il pianoforte che però le proibì di cantare perché, a suo avviso, solo gli idioti e le puttane cantano.
Classica, blues e jazz sono i generi musicali dell’infanzia e dell’adolescenza. Nietzsche, Baudelaire, Pasolini, Poe e De Sade tra le sue letture preferite.
Già da ragazza ebbe collaborazioni con jazzisti d’avanguardia come David Murray, Butch Morris e Mark Dresser e la richiesta da parte del Living Theatre di esibirsi in ospedali psichiatrici.
Fece album estremi da non trovare collocazione nemmeno all’interno del mondo dell’avanguardia. I primi esperimenti vocali li fece in camere anecoiche, per avere totale libertà espressiva, le sue performance spaziano su nuovi percorsi, nuovi suoni di forte valore comunicativo.

Al centro della poetica della cantante vi sono i concetti di dolore, sofferenza, umiliazione fisica e psicologica. Nel 1986 muore di Aids il suo amato fratello, il drammaturgo Philip-Dimitri, e nasce il suo nuovo progetto per tre dischi “Masque Of The Red Death” che è proprio incentrato sulle vittime dell’Aids, rivisitando alcuni estratti delle Sacre Scritture e mettendole in scena come preghiere.
In Italia, dopo un esibizione live a Palazzo Medici durante il Festival Delle Colline nel 1990, venne aspramente criticata e accusata di satanismo, facile e superficiale conclusione dopo l’ascolto del brano “Sono l’Anticristo”. L’artista, agnostica dichiarata, ha criticato la religione cristiana in quanto istituzione, per lei Dio e  non sono altro che meri concetti, idoli di una organizzazione oscurantista. Nel 2005 sempre in Italia, il paese di cui sopra, ha ricevuto il premio alla carriera Demetrio Stratos, il giusto riconoscimento per una delle voci femminili del nostro secolo che come nessuna è riuscita a usare la voce come strumento con tormentata espressione partecipata, grandezza e l’originalità. Una delle cantanti, nonché pianiste, più straordinarie, sincere, radicali e rivoluzionarie ad oggi.

E quando penso a lei, penso a mia sorella che, diversi anni fa, faceva suonare i suoi dischi dentro la nostra stanza comune. E mi mancano i nostri sguardi d’intesa, il giardino e la ferrovia, davanti la nostra finestra. Mi manca sentire vibrare i vetri insieme a lei…

fonti/link: http://www.ondarock.it/dark/diamandagalas.htm