Vita precedente / 3

Ero un cormorano, asciugavo al sole le mie piume nere, stavo a riposo su scogli in pietra lavica, avevo amici vicini e lontani ma stavano tutti rivolti verso il sole o verso le onde vive…

A. Leda

 

Sixto Rodriguez – Crucify Your Mind (Cold Fact, 1970).

Foto da Flickr: https://www.flickr.com/photos/jessicaperuzzo/

 

 

 

 

Volo a sud

 

Volo a sud

 

La notte ha un ultimo rumore
o il giorno un primo suono.

Oggi volo all’alba
e le gocce rigano come pianti le ali.

Dall’alto non riconosco nulla
i laghi segreti
le setacciate case
le ombre che paiono tutte azzurre.

Vibrano le braccia ferme
e fa sete il sonno perduto
sospesi giocan le dita
e tutto dista ed è perdono.

L’assenza tacita s’accorcia
come i cori alti che diventano intimo culto.

Vedo i miei tanti colori lasciati a terra
e la luce funziona solo con il cielo.

A. Leda, 2017

 

 

Immagine: John Constable, Spring Cloud Study, 1822, Victoria & Albert Museum, London, UK

 

 

 

Passata notte

Passata Notte

 

Eri velluto dietro il mio moto
ora seta
ora sole colto sul ciglio
che molce il mio oggi.

La calda mano sul profilo
su ogni mio umbratile ascolto conclude.
Fuori è già netto
l’indaco dei palazzi desti

muti i tacchi stanchi
mute le gonne umide leggerissime.
Muta anche l’erba spenta delle campagne nascoste
e l’aria ha gli occhi aperti a schiaffi.

Prima dei suoni altissimi
dei convolvoli gualciti e rivolti

degli operai aggregati
delle avanzate frasi di una madre in piedi.

Prima di tutto.

Il deliquio ombreggiare dei platani
un bacio freddo e mi volto verso la luce, il tempo e il mare.

 

A. Leda, 2016

 

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immagini dal web

 

 

Inverno primario, cambio terra e Olivia Sellerio

......nebbia mattutina....(....paesaggio emiliano...)

Inverno primario

Ferrara io non ti vedo
non ti ho chiesta
cinta larga
oggi inverno

Raccolti di gelo sulle foglie
di alberi senza una mia anagrafe
precipitano in gocce dosate
…si schiantano.

I meli ascoltano i campi lunghi
I pioppi cadenzano nel fitto
hanno ultime foglie o ultimi passeri
…scelte irrisolte, da abitare.

Ferrara in regola
umore calibrato
fossato del mio animo
età celata.

Sei arredo ma non mia dimora
che è priva di referenza ma anima utile.
Io piango il mio dovere
qualcosa mi hai rubato

qualcosa mi riprendo
e non ti restituirò
lo riprendo e lo amo
anche in te nuova terra.

Ferri, ruote e registi silenziosi
mi sorpassano come soffi
cerco casa
… e non trovo le mie mani nascoste.

A. Leda, 2016

Foto flickr: Marisa Caniato

Olivia Sellerio

Olivia Sellerio nasce a Palermo. Cresce fra i libri e si appassiona al canto ancora bambina. Studia pianoforte e frequenta il Folk Studio di Palermo partecipando agli incontri coi cantori urbani e acquisendo e coltivando nel proprio i diversi modi del repertorio popolare siciliano. Collabora appena adolescente con musicisti quali Alfio Antico, impegnati nel rinnovare profondamente le modalità e i materiali della musica di estrazione etnica e tradizionale. Intanto, grazie a una natura curiosa e duttile e a una forte inclinazione all’apprendimento di lingue e generi musicali diversi, e a un’assidua frequentazione della comunità Capoverdiana a Palermo, impara il dialetto creolo e studia il canto tradizionale dell’arcipelago africano dalla Morna al Batuque che qualche anno dopo, durante la sua permanenza a Parigi, interpreterà accompagnata da musicisti della comunità lusofona della capitale francese.

L’amore per  il jazz, inizia dall’infanzia ascoltando i dischi del padre. Studia canto jazz e tecnica lirica. L’attività di famiglia la lega fortemente e fisicamente alla città natale, così fino al 2003, divisa tra i libri e la musica, sceglie di limitare la propria attività di cantante alla scena Siciliana. Forma i primi gruppi a suo nome -a proprio agio tanto nell’interpretare brani della tadizione americana, quanto nel repertorio brasiliano e latino americano e collabora per tutti gli anni novanta con i migliori musicisti della scena isolana molti dei quali di rilevanza nazionale.

Dal 2004, grazie alla preziosa presenza del fratello Antonio entrato a pieno titolo alla guida della casa editrice al fianco della madre, può finalmente dedicarsi soltanto alla musica. Nel 2005 esce per Egea il suo primo disco Accabbanna. Nato dall’esigenza di coniugare il canto jazz con quello popolare siciliano e dall’incontro con Pietro Leveratto.

A conferma del suo amore per la parola scritta e consolidando il sodalizio col contrabbassista e compositore Genovese, mette in musica diverse poesie tra queste Nas quatro estacoes del poeta portoghese Gastao Cruz e Lingua e dialettu del poeta siciliano Ignazio Buttitta. Un nuovo cd, Violeta, tributo alla Parra, somma poetessa e musicista Cilena del 900.

Fonti/link: http://www.produzionifuorivia.it/ProgettiNovita/romanze.htm