Etna gigantE


Ultra

Mia forza
madre seria
mio nord

ti versi in vampe fra le ginestre aduste
mi dilaghi
e da fulmine denso permani.

Ultra, mio carminio
ombra di rami ardenti
amante delle rocce arrese

Come braccia vogliose
mani aperte
già lacrima in processione

ti piango
da solco a solco

Adesso e così da sempre
eletta donna
gradisci perduta.

Suda la terra antica
aggiunta al tramonto
forse arriverà il freddo ma non mi vesto.

Vita è quel che fu finita
mostro d’amore
e adesso ed ancora audace e viva.

A. Leda, 2005

 

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