Françoise de Felice e le sue ninfe disturbate

La pittrice contemporanea Françoise de Felice, di padre italiano e madre francese. Ha vissuto fino a vent’anni a Parigi per poi stabilirsi in Sicilia, per poi tornare nella sua patria solo dopo diverso tempo trascorso nell’isola. Il suo stile unico, fluido, come chiazze d’acqua fatte di colori e luce, è un incontro tra la cultura impressionista francese e i ricchi decori del barocco siciliano.I soggetti sono per lo più giovani donne, ninfe che oziano in mondi certamente paralleli. Appaiono riprese in un momento di aggregazione, quasi disturbate dalla presenza della pittrice, nel loro mondo lontano, fatto di fresca bellezza, magia, profumi e introspezione.

sito ufficiale: https://www.galeriecalderone.com/artistes/francoise-de-felice/

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Acustica

Nick Cave and The Bad Seeds – The Mercy Seat, live acoustic version 2001

Acustica

S’asciuga sulle pagine
disegno di legni
in bianca lacca
croma d’ombra

s’alza sul tetto dei miei sospiri
le tele appese e percosse
un lucido grido sui marmi

Ascolto
e volgo come tessili
come segnavento in ogni marzo
piano e chinata
come chi è in preghiera
altissima
come intese per una lotta

stretta tra le dita
sentita dal petto
utile preghiera

nella pienezza del presente
nel vuoto anarchico di un avvento.

A. Leda, 2016

Jim Jarmusch


Regista indipendente di Akron (newyorkese d’adozione), influenzato da Wim Wenders (che gli ha regalato la pellicola avanzata dal suo Lo stato delle cose e ha utilizzato le musiche del suo gruppo new wave Del Byzanteens), usa uno sguardo apparentemente neutro, oltretutto raffreddato da un elegante bianco e nero, per osservare umanità e luoghi di preferenza marginali e periferici. Nel tempo ha aggiunto un particolare humour e un gusto nel raccontare, che ricorda una certa felice narrativa americana sospesa tra l’ironia, il minimalismo e la citazione pulp.

Ha esordito nello spettacolo lavorando come assistente alla produzione per il suo maestro Nicholas Ray in Lampi sull’acqua (1980); e chiaramente debitrici di quell’estetica sono le sue prime opere Permanent Vacation (1980) e Stranger Than Paradise (1984), realizzato in maniera amatoriale tra mille problemi di finanziamenti. Già con Daunbailò (1986), forse anche per la presenza di uno stralunato Roberto Benigni, il suo cinema è sembrato, pur nel rigore della forma, quasi sciogliersi verso un umorismo più coinvolgente. Così è stato in Mystery Train (1989) ovvero Martedì notte a Memphis, in questo film a episodi appare Screemin’ J. Hawkins, grande cantante blues, poi si ode la voce di Tom Waits che fa il dj e tra gli interpreti c’è pure Joe Strummer, cantante e leader del celebre gruppo rock dei Clash. Questa Memphis è proprio così, spaziosa. Spaziosa perché semideserta, come altre città viste da Jarmusch.

 Taxisti di notte (1992) anche questo è un film a episodi ed è ambientato in varie località del globo. Più riuscito il successivo Dead Man (1995), un curioso anti-western spiritualista. Dopo Year of the Horse (1997), una rivisitazione documentaristica della musica dello storico gruppo rock Crazy Horse, nel 1999 ha diretto Ghost Dog – Il codice del samurai, un film venato di allegria, elegante e un po’ surreale. Del 2003 l’uscita del film a episodi iniziato negli anni ’80 Coffee and Cigarettes , manifesto della sua poetica minimalista fatta di quotidianità e semplicità. Broken Flowers (2005), ha messo in scena invece uno svogliato Bill Murray, un malinconico on the road attraverso la provincia americana. Inoltre dopo il thriller inedito in Italia The Limits of Control (2009), nel 2013 presenta in concorso al Festival di Cannes una bizzarra storia vampiresca, Only Lovers Left Alive con Mia Wasikowska, Tilda Swinton e John Hurt.

È comparso come attore in Straight to Hell (1987) di Alex Cox, Leningrad Cowboys Go America di Aki Kaurismäki, Lama tagliente di Billy Bob Thornton e in Blue in the Face (1996) di W. Wang e P. Auster.

Nel 2016 Jarmusch porta al Festival di Cannes ben due film, il documentario sul suo amico Iggy Pop, Gimme Danger, e Paterson, in cui un abitudinario Adam Driver, autista di autobus, e sua moglie hanno diverse visioni della vita.

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Fonti/link: http://www.mymovies.it/biografia/?r=3443

Approfondimenti: http://www.municipio.re.it/manifestazioni/ufficio_cinema/archivio_schede/schede_tutte/Jarmusch/Mystery_train.htm

Sempre troppo tardi per Cuba, Manuel Mendive

Il cubano Manuel Mendive (1944) non è solo un pittore. La sua arte è una miscela di stili africani ed europei ed è fortemente influenzata dal culto religioso Santeria, si esprime attraverso il disegno, la pittura, il body painting, le sculture in legno e performance coreografiche con musica ritmica.Ha promosso già dagli anni 70 la cultura afro-cubana attraverso la sua arte colorata, facendo riferimento al Middle Passage, al colonialismo, alla storia di Cuba e la storia Yoruba.

A volte, per i suoi lavori, la disponibilità di materiali artistici è stata piuttosto scarsa a causa del clima economico duro dell’isola. Di conseguenza, ha dimostrato la sua creatività e intraprendenza con vari mezzi che si trovano comunemente in natura. Gran parte del suo lavoro è prodotto con vernici e legno, che si combinano con altri elementi interessanti, come, capelli, sabbia, piume e vetro trasmettendo una qualità primitiva all’opera.

Io non ho ancora visitato Cuba, è sempre troppo tardi, la guardo per il momento da qui…

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Status of the week III

Foto di Plainsong5.12

Catch the breeze – Slowdive

Feels like all the days are gone
Just catch the breeze
You know you’ve had your fun
Rain washes waves down

And I, I want the world to cry
And I, I want the world to cry
You can believe in everything
You can believe it all

Hey, are you feeling something new
Just watch the rain
It helps in all you do
The breeze it blows
It blows everything

And I, I want the world to cry
And I, I want the sun to shine
You can believe in everything
You can believe it all
________________________

Si sentono come i giorni sono andati
Basta prenderne la brezza
sai ciò che ti ha divertito
la pioggia lava sotto le vie
E io, io voglio che il mondo pianga
E io, io voglio che il mondo pianga
Tu puoi credere in ogni cosa
Tu puoi credere a tutto

Hei, stai sentendo qualcosa di nuovo
basta guardare la pioggia
ti aiuta in tutto quel che devi fare
La brezza soffia
soffia dappertutto
E io, io voglio che il mondo pianga
E io, io voglio che il sole brilli
Tu puoi credere in ogni cosa
Tu puoi credere a tutto

Sabato mattina d’autunno, Catania.

Senza remi

Richiamata da inchini
di attori in berretto e maglie al gomito

c’è chi sogna in alluminio
senza più fuga
tra seppie sfinite
tra casse impregnate dalle notti che l’alba non asciuga.

I miei passi in pozze di amaranto mare
sotto il coro di angeli e ghirlande
perdono suono
perdono ritmo.

Alle offerte so come rispondere.
Nulla mi cale di questi lamenti.

Tu non sei qui
se ti avessi chiesto
avresti puntato un dito
fra tutto l’argento…

Ma la mia voce non piatisce
…mai potrebbe ancora
e mi perdo più che sola
tra il visibile e gli invisibili

cerco il resto del mezzogiorno
e poi di nuovo
manco via ed è già sera
con i remi a fianco torno.

A. Leda, 2008

Etna gigantE


Ultra

Mia forza
madre seria
mio nord

ti versi in vampe fra le ginestre aduste
mi dilaghi
e da fulmine denso permani.

Ultra, mio carminio
ombra di rami ardenti
amante delle rocce arrese

Come braccia vogliose
mani aperte
già lacrima in processione

ti piango
da solco a solco

Adesso e così da sempre
eletta donna
gradisci perduta.

Suda la terra antica
aggiunta al tramonto
forse arriverà il freddo ma non mi vesto.

Vita è quel che fu finita
mostro d’amore
e adesso ed ancora audace e viva.

A. Leda, 2005

 

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Pasolini, il rosso e Guttuso

“C’è un colore antico come tutti i colori
del mondo. Quanto l’abbiamo amato
quasi incarnato nel legno di miracolose
predelline, in refettori romanici,
nel buio di cantorie nell’Appennino estivo!
Un rosso come di cuoio, di sangue oscurato
nei pori del legno da un meriggio ancora
vivo, nel XIII o XIV secolo — ciliege
colte negli orti di una Napoli di Re contadini
lamponi cresciuti in un ronzio di vespe
che i secoli hanno relegato
in radure irriconoscibili, e così familiari!
Il rosso di tutta la Storia.
Pulviscoli e bruniture, su Tebaidi laziali…
ambienti umbri, bolognesi, o veneziani
per stragi di innocenti o moltiplicazioni di pani.
Il sangue dell’Italia è in quel rosso di ricchi
dove il quotidiano è sempre sublime,
e la Maniera ha i suoi regni… 

Ora eccolo nelle nostre mani
non più incarnato alle tele o ai legni
in macchine di bellezza sublime, richieste
dal meriggio della potenza.
Un ingenuo rosso maldestro, appiccicato
alla carta o al compensato
come un baffo o uno sgorbio, legato
alla freschezza casuale e arbitraria
di un atto espressivo che non si vuol esaurire.
Illegittimo, incompiuto, grezzo,
non consacrato mai dalla tecnica che incute
venerazione al devoto, all’umile…
Un’altra sensualità, un altro
mistero…

Ma è fatale che oltre questi anni
il casuale diventi intero,
l’arbitrario assoluto.
I significati diverranno cristalli:
e il rosso riprenderà la sua storia
come un fiume scomparso nel deserto.
Il rosso sarà rosso, il rosso dell’operaio
e il rosso del poeta, un solo rosso
che vorrà dire realtà di una lotta,
speranza, vittoria e pietà.”

Pier Paolo Pasolini

Alcuni quadri di Renato Gattuso, rappresentativi del colore comune alle due personalità.

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La poesia apparve senza nessun titolo a pag.32 sul numero 23 di Rinascita (1962) ed è stata pubblicata in “Dialogo con Pasolini”, inserto del numero 42 di Rinascita (1985), in “Saggi sulla letteratura e sull’arte”, come Presentazione di ‘Venti disegni di Renato Guttuso (ed.Meridiani Mondadori, Milano 1999), introduzione ai disegni dal 1940 al 1962 pubblicata, nel 1962, dagli Editori Riuniti e dalla Galleria “La Nuova Pesa” di Roma.

Status of the week II

Perché questa settimana ho avuto paura del mondo, perché ho voglia di gridare, perché ho bisogno di fuggire e raggiungere, perché il 2008 è ormai lontano, perché ho bisogno di questo buio a colori, perché l’età del ghiaccio sta arrivando…

Who’s in a bunker?
Who’s in a bunker?
Women and children first
And the children first
And the children
I’ll laugh until my head comes off
I’ll swallow till I burst
Until I burst
Until I
Who’s in a bunker?
Who’s in a bunker?
I have seen too much
I haven’t seen enough
You haven’t seen it
I’ll laugh until my head comes off
Women and children first
And children first
And children

Here I’m alive
Everything all of the time
Here I’m alive
Everything all of the time

Ice age coming
Ice age coming
Let me hear both sides
Let me hear both sides
Let me hear both
Ice age coming
Ice age coming
Throw it in the fire
Throw it in the fire
Throw it on the

We’re not scaremongering
This is really happening
Happening
We’re not scaremongering
This is really happening
Happening
Mobiles ???ing
Mobiles chirping
Take the money run
Take the money run
Take the money

Here I’m alive
Everything all of the time
Here I’m alive
Everything all of the time

Here I’m alive
Everything all of the time
Here I’m alive
Everything all of the time

The first of the children

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Chi è nel bunker?
Chi è nel bunker?
Le donne e i bambini per primi
E i bambini per primi
E i bambini
Riderò finchè mi scoppierà la testa
Ingurgiterò fino a scoppiare
Fino a scoppiare
Finchè io
Chi è nel bunker?
Chi è nel bunker?
Ho visto troppo
Non ho visto abbastanza
Non l’hai visto
Riderò finchè mi scoppierà la testa
Le donne ed i bambini per primi
E i bambini per primi
E i bambini

Eccomi sono vivo
Tutto per sempre
Eccomi sono vivo
Tutto per sempre

L’età del ghiaccio sta arrivando
L’età del ghiaccio sta arrivando
Fammi sentire da entrambe le parti
Fammi sentire tutte e due le parti
Fammi sentire tutte e due
L’età del ghiaccio sta arrivando
L’età del ghiaccio sta arrivando
Gettala nel fuoco
Gettala nel fuoco
Gettala nel

Non siamo allarmisti
Sta davvero accadendo
Accadendo
Non siamo allarmisti
Sta davvero accadendo
Accadendo
Cellulari che ???
Cellulari che stridono
Prendi i soldi scappa
Prendi i soldi scappa
Prendi i soldi

Eccomi sono vivo
Tutto per tutto il tempo
Eccomi sono vivo
Tutto per tutto il tempo
Eccomi sono vivo
Tutto per tutto il tempo
Eccomi sono vivo
Tutto per tutto il tempo

Il primo dei bambini