Primavera primaria

Primavera primaria 

Ho il deserto a strascico
ma ai miei occhi novità
e le anime urlano nella gora
acque e margherite sparse

C’è un cielo per andare via
per l’incessante sentire
per i nidi piantati al sole
per le promesse ombre

Una gazzarra felice di piante
con le strade tutte aperte
come la luce d’oggi e per domani
un continuo vanto di vari orizzonti

ho un pensiero per ogni inutile amore
ai binari al mio fianco
una veloce immagine
e più profumi nuovi.

C’è un carico di caldi assensi
tolte le giacche
gambe e ore lunghe
pelle e gusto lento.

Terra di viole che volevo
non ho dediche per te
non guardarmi
ho il nero deserto a sud della mia vita.

Gli eredi si commuovono
senza piogge certe
con le campane sconosciute
identiche alle lontane

ed io che profumavo le mie stanze
con effluvio bianco rubato alle vie…
ora mi muovo come infinita
con le stesse frecce e urla delle rondini vaghe.

A. Leda, 2017

Isaac Israëls, le donne di nessun giorno…

Isaac Israëls ( 1865 – 1934), pittore impressionista olandese. Figlio del noto pittore Jozef Israëls, molte delle sue opere sono conservate presso il Rijksmuseum di Amsterdam dove io lo conobbi e all’Ashmolean Museum di Oxford.

Ecco le donne nel giorno di nessuno…

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Odilon Redon, la piacevole irrealtà

Odilon Redon (1840 – 1916), fu un pittore francese tra i primi simbolisti, egli pensava che la vera dimensione dell’arte è il sogno e questo permette all’artista l’esplorazione di un mondo interiore. Anche un mazzo di fiori può diventare misterioso e attraverso la tecnica della pittura ad olio si lascia andare al mondo strano, alla realtà alterata. Redon infatti filtra la realtà con immaginazione, le sue composizioni superano l’aspetto esteriore e si collocano sul fantastico. Aldilà delle nuvole…

I sogni sono rifugi… io mi rifugio.

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Passata notte

Passata Notte

 

Eri velluto dietro il mio moto
ora seta
ora sole colto sul ciglio
che molce il mio oggi.

La calda mano sul profilo
su ogni mio umbratile ascolto conclude.
Fuori è già netto
l’indaco dei palazzi desti

muti i tacchi stanchi
mute le gonne umide leggerissime.
Muta anche l’erba spenta delle campagne nascoste
e l’aria ha gli occhi aperti a schiaffi.

Prima dei suoni altissimi
dei convolvoli gualciti e rivolti

degli operai aggregati
delle avanzate frasi di una madre in piedi.

Prima di tutto.

Il deliquio ombreggiare dei platani
un bacio freddo e mi volto verso la luce, il tempo e il mare.

 

A. Leda, 2016

 

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immagini dal web

 

 

Malizia con tanta eleganza… Fragonard

Jean-Honoré Fragonard (1732-1806) fu importante esponente del rococò francese del XVIII secolo, dedicò parte del suo lavoro, con grande eleganza, anche alla pittura “erotica” di carattere leggero, frivolo e malizioso, fatta di scene allusive o esplicite ma con estremo gusto. Per questa sua scelta di genere ebbe molti successi e guadagni, molti furono i committenti libidinosi che desideravano avere le sue opere. Perse tutti i suoi guadagni durante la Rivoluzione e dopo una serie di cambiamenti politici in Francia cadde nell’indigenza e morì solo e dimenticato da tutti. Venne a lungo ignorato dalla critica e dai testi di storia dell’arte. A cent’anni dalla sua scomparsa fu riscoperto dai galleristi.

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Ispirato dai giardini romani e sedotto dalla pittura barocca italiana, le sue opere sono cariche di eros, le protagoniste sono donne calde, leggere, aggraziate, perse nella bolla d’amore o nell’ozio sereno con indiscrete posture. I personaggi vivono la loro intimità nei ricchi giardini o nella penombra delle camere da letto.

Come nel caso del “Il Chiavistello”, la mia opera preferita.
La donna allontana il suo amante che ignora i suoi finti gesti di rifiuto e tenta di chiudere il loro desiderio dentro quella stanza così ben illuminata, così carica di rosso e accogliente. Un chiavistello per serrare le porta e tenere fuori da essa tutto il lontanissimo resto…

The Stranglers – Golden Brown

Joaquín Sorolla… primo nuoto.

Conosciuto in Spagna come “il pittore della luce” Joaquín Sorolla fa parte della pittura impressionista spagnola e del realismo marinaro tipico del Mediterraneo. I suoi dipinti abbagliano, i colori vibrano con la luce. Morì improvvisamente dopo aver sparso attorno a lui migliaia di opere, il 10 agosto 1923, un giorno luminoso e poetico. A Madrid esiste un museo a lui dedicato.

Vi metto in mostra il calore, in questi giorni freddissimi. Le sue opere ricordano l’estate che attendo… L’isola mi aspetta e ogni volta che mi trovo di fronte al mare, nella mia nuova stagione, gli anni non esistono più e torno bambina al mio primo nuoto.

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Primo nuoto

Cedevoli passi
su la paglia… aroma di sole
su la soglia, prima dei massi di lava
e dei fichi deposti.

Brucia e brilla l’acqua
fresca come anguria.
Non vedo il fondo ma arriverà mezzogiorno
e tutti i segreti saranno lì tra i piedi.

Le spalle sudate di mio padre
il mio guadagno sicuro
e le alghe verdi sulle ferite
la muta soluzione.

Come la fame che hanno i granchi
che sputano pianti e gioia.
L’estate è ciò che ho imparato
del mio nuovo anno vissuto.

Il mare è un dipinto che so contemplare.

Sono lontani gli aghi del freddo
tra il vapore del ferro da stiro
che sigilla con l’ultimo spiano sul colletto…
l’autunno che devo.

Sono lontani questi pensieri
oggi è ancora estate.
Oblío ogni dovere
resto ondivaga sul sogno.

A. Leda, 2016